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Dolomiti. Una magia si ripete da milioni d'anni. Quando il giorno indugia nel lasciar spazio alle prime ombre della sera, arriva l'incanto. Pareti rosa. Come il colore della leggenda. Come il roseto fiorito di Re Laurino. Le Dolomiti offrono boschi e foreste tra le più grandi e varie d'Europa. Sono 10 le aree istituite per proteggere il patrimonio naturale dell'area dolomitica. I musei delle Dolomiti raccontano la storia di questa terra e delle sue genti. Un'immenso patrimonio da rispettare e conoscere. Le Dolomiti si estendono tra il Trentino Alto Adige ed il Veneto.


Cenni Storici

La Grange Guerra sulle Dolomiti
Tra il maggio del 1915 e l'ottobre del 1917 le Dolomiti furono teatro di una della più dolorose e incredibili pagine della storia. Su queste montagne il Primo Conflitto Mondiale, conosciuto anche come ‘la Grande guerra’, vide fronteggiarsi l'esercito italiano e quello austriaco, in un’estenuante battaglia di posizione.
Il fronte tagliava in due tutte le Dolomiti con una linea che da Cima d'Asta, senza soluzione di continuità, passava per il Cauriol, il Passo Rolle, il Passo San Pellegrino, continuava attraverso la Marmolada, il Col di Lana, e ancora proseguiva per il Passo Falzarego, il Lagazuoi, le Tofane, il Cristallo e le Tre Cime di Lavaredo fino ad arrivare al Passo di Monte Croce Carnico.
Furono venti mesi che ai soldati degli opposti schieramenti richiesero una lotta terribile, fatta di indicibili sofferenze e fatiche, di sangue, di privazioni. Basti pensare ai due interi inverni passati l'uno contro l'altro su quelle vette, separati il più delle volte solo da poche decine di metri. Soffrendo insieme, pur controllandosi e pur sparandosi addosso a vicenda, lo stesso freddo e gli stessi patimenti. Fu una tremenda battaglia, combattuta sulla montagna e dentro la montagna.
Entrambi gli eserciti scavarono gallerie, camminamenti, trincee per aggirare il nemico e per sorprenderlo. E' stata la guerra degli assalti alla baionetta per conquistare una cima o un'anonima quota, magari riconquistata subito dopo dal nemico. E furono assalti che costarono innumerovoli di vite. Solo sul Col di Lana, ad esempio, in un'unica battaglia restarono sul campo 6400 soldati italiani e 1800 austriaci. Fu anche la guerra delle mine, fatte brillare sotto ai piedi delle postazioni nemiche, dopo mesi di massacrante lavoro di scavo della roccia.
Fu insomma un grandissimo massacro che vide anche tantissimi atti di eroismo, da una parte e dall'altra. Dopo l'ottobre del 1917 il fronte italiano arretrò sul Piave, era la disfatta di Caporetto preludio della riscossa italiana. Le Dolomiti ritornaro ad essere solo montagne da ammirare. Ma ancor oggi portano i segni di quelle battaglie, delle ferite lasciate sulle rocce dalle bombe e dalle mine. Il loro cuore resterà per sempre traforato da un dedalo di gallerie, che ancora adesso si possono visitare al Lagazuoi, al Castelletto della Tofana, nella 'Citta di ghiaccio' costruita dagli alpini che combatterono in Marmolada. Sono escursioni e percorsi sulle tracce della storia e della memoria, per non dimenticare.

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Info Culturali

Dolomia, una roccia particolare
E' a un'intuizione di Déodat Tancrède Gratet de Dolomieu (1750 - 1801), un francese di nobile famiglia, membro dell'Institut de France e studioso di minerologia, che risale la scoperta di quella particolare composizione chimica (doppio carbonato di calcio e magnesio) che rende così diverse le rocce dolomitiche.Nel 1789 Dolomieu inviò al geologo Nicholas de Saussure dei campioni di alcune 'strane' rocce, da lui stesso raccolte durante una viaggio in Sud Tirolo. Era incuriosito dalla loro anomala reazione all'acido cloridrico: al confronto delle altre formazioni calcaree sviluppavano una ridotta effervescenza.
L'intuizione che si trattasse di un minerale sconosciuto fu confermata e, nonostante Dolomieu avesse proposto il nome di 'saussurite', come tutti sanno il nuovo minerale fu invece catalogato, in onore del suo scopritore, con il nome di 'dolomite' mentre fu chiamata 'dolomia' la roccia che lo conteneva. Successivamente, nel 1864, anche all'intera zona montuosa in cui prevaleva questa roccia fu dato il nome, appunto, di Dolomiti.

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Info utili

Le Dolomiti d'estate

L'estate è la stagione del massimo fulgore della natura. E' un'esplosione di colori e vitalità che risveglia la voglia di conoscere, di muoversi, di esplorare. E la bellezza delle Dolomiti in fiore, con la complicità alle lunghe giornate estive, è l'ideale per tutte le attività all'aria aperta, anzi sembra incentivarle ancor più.
Alpinismo, vie ferrate, arrampicate
Innumerevoli sono le possibilità offerte da quest'immensa palestra naturale, tutte da sfruttare con l'unico obbligo di rispettare il dono immenso che la natura ci ha fatto regalandoci questo incredibile territorio.
Si va dall'alpinismo all'arrampicata sportiva, con itinerari di tutte le difficoltà, su un'infinita quantità di splendide pareti, che sembrano nate apposta per quello che, nelle Dolomiti, è storicamente uno degli sport per eccellenza. Per passare poi alle vie ferrate e ai sentieri attrezzati, un' 'invenzione' nata proprio su queste montagne, che consente di percorrere grandi pareti e toccare le più alte cime.
Mountain bike
Le Dolomiti sono anche un paradiso per chi ama la mountain bike, e offrono tantissime possibilità ai bikers di ogni livello. Basta solo ricordarsi di rispettare il divieto d'accesso per quei percorsi riservati alle sole escursioni a piedi, scegliendo gli ormai molti dedicati alle due ruote, per godere dei silenzi della montagna e dei favolosi panorami sulle pareti più famose.
Alte vie, escursioni
Per gli amanti del trekking e dell'escursionismo sono state studiate le grandi Alte Vie: lunghi percorsi per conoscere e attraversare interi gruppi dolomitici, vivendo, giorno dopo giorno, a contatto con la natura e con la montagna.Ma la fitta e varia rete di sentieri dà possibilità a tutti, anche con itinerari brevi e facili, di godere dei boschi, delle rocce, dei torrenti, dei Laghi e della bellezza dei Monti Pallidi.
Naturalmente per tutti questi sport della montagna, basta rivolgersi agli Uffici delle Guide Alpine presenti in ogni località dolomitica, per farsi consigliare ed accompagnare in completa sicurezza.

Le Dolomiti d'inverno

La magia bianca copre il bosco, gli alti pascoli e le vette, s'insinua tra le rocce rinnovando, ad ogni inverno, l'emozione delle Dolomiti per la gioia e lo stupore dell'uomo. Gioia come fosse la prima volta. Stupore come il bambino con la prima neve.
Vacanze invernali
Sci, Sci alpinismo, sci di fondo, escursioni con le racchette da neve, snowbord, sci fuoripista, telemark, pattinaggio su ghiaccio, slittino e tutto il repertorio del gioco e dello scivolare sulla neve sono, da sempre, patrimonio delle località Dolomitiche.
Da oltre un secolo il territorio dei Monti Pallidi, infatti, rappresenta uno dei poli sciistici internazionali più rinomati e sviluppati, ed è un sicuro punto di riferimento per tutti gli sport della neve.
Le Dolomiti offrono piste perfette per tutti i livelli, suggestivi anelli per il fondo, stadi del ghiaccio, itinerari di sci alpinismo tra i più belli delle Alpi, passeggiate ed escursioni sulla neve, fuoripista mozzafiato, ed infinite altre possibilità che coinvolgono tutte le Valli.
Sciare
Fiore all'occhiello delle proposte invernali è il carosello del Dolomiti Superski. 1200 chilometri di piste, 460 impianti di risalita, 475 piste collegate fra loro. 12 valli da percorrere con gli sci per un immenso carosello sulla neve accessibile con un unico skipass.
Nel comprensorio Dolomiti Superski l'appuntamento si rinnova per la prossima stagione sugli sci dal 1° dicembre 2007 al 6 aprile 2008, con possibilità di apertura anticipata se le condizioni meteo lo permetteranno.
Si va da
Cortina d'Ampezzo a Plan de Corones, dall'Alta Badia alla Val Gardena e all'Alpe di Siusi, per passare alla Val di Fassa con Carezza e quindi ad Arabba, all'Alta Val Pusteria e alla Val di Fiemme. E ancora a San Martino di Castrozza e al Passo Rolle, alla Valle dell'Isarco, il Tre Valli, il comprensorio del Civetta e la new entry della Marmolada.

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Trasporti

Come arrivare nelle Dolomiti
Autostrade
A22 Modena Brennero, dir. Brennero. Uscita 'Egna-Ora' per Val di Fassa e Val di Fiemme. Uscita 'Chiusa Val Gardena' per Val Gardena, Val di Funes. Uscita Bressanone per Val Pusteria, Val Badia, Valle di Braies, Valle Luson.
A 27 Venezia-Mestre Pian di Vedoia, dir. Pian di Vedoia. Uscita Belluno per San Martino di Castrozza, Agordino, Marmolada. Uscita (ultima A27) Pian di Vedoia per Cortina d'Ampezzo, Val di Zoldo, Valli del Cadore, Comelico.
Strade Statali
SS48 collega Egna Ora (A22) a Cortina passando per la Val di Fiemme (Cavalese, Predazzo) la Val di Fassa (Moena, Vigo, Campitello, Pera, Canazei), il Passo Pordoi, Arabba, Alsauro, Andraz, il Passo Falzarego, Pocol e Cortina d'Ampezzo.
SS51 collega Pian di Vedoia (fine A27) con Dobbiaco passando per: Longarone, Ospitale di Cadore, Valle, Venas, Vodo, Borca di Cadore, San Vito di Cadore, Cortina d'Ampezzo, Ospitale, La Stua, Carbonin.
Ferrovie
Per arrivare in treno da sud le linee principali partono da Mestre e Padova - ultima stazione Calalzo di Cadore. Da nord si passa per la stazione di Fortezza - ultima stazione verso la provincia di Belluno è San Candido.Alcune località non sono servite direttamente dalla rete ferroviaria ma in questo caso esiste un servizio di interscambio Treno-Bus.

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Indirizzi utili

Centro sperimentale valanghe di Arabba
     www.arpa.veneto.it/csvdi/bollettino_neve/index.html Bollettino metereologico e bollettino valanghe della Provincia di Trento
     www.meteotrentino.it/ Dolomitisuperski
     www.dolomitisuperski.com

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